Locandine

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Il soldato Benedetto Ciabatti, classe 1880, fu catturato dagli austriaci sul fronte veneto, sul Monte Majo, nella primavera del 1917. Fu portato a Trento, poi nel campo di concentramento di Sigmundsherberg, in Austria e infine in Ungheria, dove rimase oltre un anno. Annotò le sue disavventure in un diario, rimasto inedito fino ad oggi.

 

 

Zando_loc_webLa vita e l’arte di Federico Zandomeneghi (Venezia 1841 – Parigi 1917).
La sua evoluzione artistica nei quadri più importanti, dai ritratti veneziani, alla scoperta della luce macchiaiola della Toscana, ai dipinti di ispirazione sociale del periodo italiano, fino ad arrivare allo splendore cromatico del periodo impressionista e post-impressionista.

 

loc_KSabrina è una madre che cerca aiuto dai servizi sociali. E’ separata, ha un lavoro precario, è sotto sfratto.
Non è in buoni rapporti con i propri genitori.
Il figlio Tommaso gioca sempre con un piccolo cannocchiale…
Il cortometraggio “Kaleidoskop” è stato realizzato nell’ambito di “Supermom”, progetto europeo sul cinema rivolto a genitori single.

 

Fattori_locLe vicende umane e artistiche del pittore macchiaiolo Giovanni Fattori.La grande ed esclusiva passione per l’arte, le ristrettezze economiche, l’evoluzione stilistica, gli amati paesaggi, gli splendidi ritratti in una docu-fiction basata sulle memorie autobiografiche del pittore, interpretato da Carlo Monni.

 

 

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Nel giugno del 1911 il gruppo futurista milanese capitanato da Filippo T. Marinetti e Umberto Boccioni si precipitò al Caffè Giubbe Rosse di Firenze per chiedere ragione ad Ardengo Soffici di una stroncatura che questi aveva fatto della prima mostra milanese dei futuristi. Ne nacque una furibonda scazzottata dopodiché, placati gli animi, il gruppo milanese e quello fiorentino (Giovanni Papini, Ardengo Soffici, Aldo Palazzeschi) gettarono le basi della breve e feconda stagione del futurismo fiorentino, una delle ultime grandi occasioni nella quale Firenze è stata protagonista sul palcoscenico della cultura italiana.

 

La materia della vita

Il documentario nasce da una lunga intervista rilasciata dallo scultore Jorio Vivarelli nei suoi ultimi anni di vita e nel corso della quale egli ripercorre le fasi più salienti della sua carriera artistica. Dai filmati conservati nell’archivio privato del Maestro e dalle interviste, emerge l’uomo Jorio con la sua ironica saggezza, la sua sofferenza, il dramma di un’epoca che inizia con la tragedia della seconda guerra mondiale e continua con i problemi socio-politici che ne seguirono.

 

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