Federico Zandomeneghi

La vita e l’arte

Federico Zandomeneghi (1841-1917), proveniva da una famiglia di scultori veneziani ma non esercitò mai l’arte di famiglia. Fu anzi un pittore anti-accademico, legandosi inizialmente ai macchiaioli toscani. Patriota e insofferente al dominio asburgico di Venezia, poco più che ventenne, scappò dalla città natale per stabilirsi a Firenze. Partecipò alla terza guerra d’Indipendenza e divenne amico di Abbati, Signorini, Fattori, seguendo il loro esempio di pittori realisti.

In particolare, Zandomeneghi si legò molto a Diego Martelli. Nel giugno del 1874 Federico decise repentinamente di partire per Parigi.
Dopo essere stato un ponte culturale fra Venezia (“patria del colore”) e Firenze (“patria del disegno”), Zandomeneghi divenne in pochi anni uno dei più importanti impressionisti di Parigi. Divenne amico di Degas, Renoir, Pissarro, Guillaumin, Gauguin, fu fra i primi maestri di Toulouse-Lautrec.
Ma i primi anni furono difficili, non era un carattere accomodante, non faceva vita di società. Lo aiutò e incoraggiò proprio Martelli, il critico italiano che visse un anno a Parigi, fra il 1878 e il 1879. Partecipò a varie collettive impressioniste e negli anni Novanta entrò a far parte, con un contratto capestro, della maison del potente mercante Durand-Ruel.
Non tornò mai più in Italia.

Il documentario descrive tutta la carriera del pittore veneziano, attraverso i suoi quadri più importanti e dando voce alla sua viva testimonianza, perlopiù tratta da frammenti di lettere scambiate con gli amici toscani.

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